Archivi tag: Kiss Kiss

CIAO, MI CHIAMO MONIA. parte terza -capitolo 27

Diario di Monia.

Data da calendario Maya sconosciuta

– comunque non apocalittica

Dunque, ricapitolando dicevo… mi capita ancora di avere tanti ragazzi che mi ronzano attorno, a volte scocciano, a volte sono simpatici, ti fanno sentire un po’ meno sola per qualche minuto o qualche ore di chiacchiere. Spesso fanno i cretini. In compenso la cosa ti allontana alcune ragazze ed è più difficile fare amicizia, senza togliere che ti devi barcamenare fra il mare magnum delle oche giulive e delle intellettuali impegnate, sapendo che ogni categoria non vuol dir niente e sono solo tuoi pregiudizi. Ma per smontarli ci vorrebbe tempo e loro non te lo danno, la tua mente (o coscienza? O anima? O spirito?) ha altre priorità.

Non c’è niente da fare, donne e uomini sono stronze e stronzi in modo diverso. Forse i ragazzi sono più idioti che stronzi. Non lo so ancora, rispetto ad un’ottica scientifica o anche solo pragmatica, mi mancano dati. Sono carente sulle statistiche (appuntarsi necessità di impostare indagine scientificamente predisposta). Forse è un problema solo mio, non riesco a dare grandi spazi e occasioni alle altre persone (così anche li raccoglierei ‘sti dati). Sostanzialmente penso che gran parte di tutti quelli che conosco mi ritengano una stronza. Chissà, potrebbe essere un buon punto di partenza per la mia carriera da critico letterario (o critica letteraria al femminile, ma quella è l’attività, che casino!). Non lo so con certezza. Comunque devo dire che sto passando diverso tempo con quel mio amico/conoscente/niente di più (beh, era solo un conoscente, adesso però è la persona che frequento che si avvicina di più all’essere un amico, niente di più perché non sarà mai niente di più, ovvio), quello che scrive e scrive e scrive, Madonna se scrive! Mi va bene così, però, non mi lamento. La mia “cavia”, sì, Sandro.

A me piace andare all’aperto d’inverno, così anche quando sono qui a Trieste faccio qualche giro. A volte anche propongo un giretto del genere ad Augusta e a Bice, che sarebbero le mie forse/amiche. (Come cazzo si fa a chiamare una figlia Augusta o Bice… del resto anche i miei non hanno scherzato: Monia!). Però Augusta ha sempre qualche impegno con l’ennesimo nuovo ragazzo (e vedi che potrei usarla come fonte di dati) e Bice, invece, -ho fatto rima- è una lontra in letargo dal 1° dicembre al 15 febbraio. Si arrabbia tanto quando glielo dico, però è vero. Magari potrei chiamarla marmotta o con il nome di qualche altro animale più caldo e morbido, però lontra le calza a pennello. Ad ogni modo, in quei giorni Bice non uscirebbe mai, se non per le lezioni all’università, per fare la spesa o per prendere il treno nei fine settimana, destinazione casa. Invece Sandro ha accettato. E siamo andati a fare un giro a Miramare. Un freddo galattico, un sole bellissimo, una cioccolata calda deliziosa. Sandro sempre strano ed enigmatico. Non sai mai se c’è o ci fa, non sai mai neanche se ci prova o ti prende per i fondelli. Forse si droga o si impasticca. Lui nega assolutamente. Penso che per il freddo ci sia venuta in mente la Russia, poi per associazioni a catena il racconto che aveva (casualmente?) con sé. Mi sa che dovrei dire a Sandro delle cose, non intendo rispetto ai suoi racconti, ho paura che si illuda o si costruisca dei film irreali. Adesso, caro diario, continuo a leggere “Oh partigiano”… all’inizio un po’ didascalico, ma si fa interessante. Ci vediamo. Kiss kiss!

Che chiusura idiota, kiss kiss, se una mia amica mi salutasse così cosa penserei di lei: “Ma ci fa o ci è?”.