AFORISMARIO

Frasi di improbabile spessore parafilosofico presenti in Non avrai il mio scalpo, ma il mio cuore sì.

“Alcuni -privi di credibilità- affermano che una volta la Bora riuscì a strappar loro, pur essendo vestiti, perfino dei peli dal pube, ma sono leggende metropolitane di area balcanica.”

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“Se l’avessero saputo gli amici e i compagni di corso l’avrebbero preso per il culo per n volte, con n tendente all’infinito.”

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“Anche perché quel nome mica l’ho scelto io, te lo appiccicano mamma e papà. Io sono molto di più. Sono la mia storia, le mie emozioni, i miei dolori e le mie gioie sia fisici che psicologici. Come fai a sintetizzare tutto in un grumo di lettere, anzi di suoni.”

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“OK OGGI BASTA CIAO CIAO: parole banali, ma… erano come badilate di sale su una schiena da flagellante di fine millennio già in là col lavoro di fustigazione.”

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“Chi si appenderebbe in salotto o in ufficio un pensatore aerofago!? Del resto, se sei aerofago, poi, per dirla alla Dante, col cul facea trombetta!”

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“(…)sapeva che questa era una proiezione-speranza del suo personale stato emotivo: cotto come una pera cotta (…)”

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“(…)aveva letto e studiato un po’ più dello standard italico ed era zelante e ligio nei progetti che abbracciava. In sostanza il peggio possibile: cretino, culturalmente infarinato, ligio e con acritico senso di iniziativa. Quelli che fanno affondare la nave o perdere le battaglie.”.

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“Sarebbe come mandare un boscaiolo di Paluzza a scegliere un rossetto per la sua morosa: panico e mancanza di categorie (era Kant quello delle categorie, vero?) per classificare e scegliere.”

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“Cacchio” aveva detto lui davanti ad una tela incredibile, 120 x 120 -“Cribbio” aveva detto l’altro “Sono secoli che non sentivo dire cacchio”! – “Beh, cribbio lo diceva mia bisnonna suora laica”. Insomma, si erano trovati in sintonia, le loro madri avevano entrambe ricevuto una educazione da signorine bene e loro ne avevano risentito entrambi: dicevano raramente “cazzo”.

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“Una stanza infestata da fantasmi… …roba da romanzo dell’Ottocento. Almeno a quel tempo era una cosa più o meno originale dal punto di vista letterario, ora neanche quello.”

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A questo punto un pensiero gli perforò il cervello come il trapano di un dentista che affonda per errore nella polpa di un molare:”Si tratta dell’inizio della fine, la mia!”

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“avrebbe voluto dirle che era bellissima, che era stupenda, che era incredibile, che l’avrebbe voluta baciare, sniffare, leccare, annusare, assaggiare, stringere, accarezzare, ristringere, rileccare, ribaciare, mangiare, anche dipingerla tutta di rosso e poi di giallo.”

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Lui andava sempre là. Ogni mercoledì, alle 13:15, puntuale come un “capo in B” ordinato al bar della Maria. 

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“il viso di Sandro in preda a qualche tic sembrava un ritratto cubista a scartamento variabile”

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“A parte tutti gli annessi e connessi alla situazione un po’ surreale, il problema era serio: come recuperare Buffon. Per i tre il commissario in pensione era diventato indispensabile come l’ultimo portante di un armadio Ikea.”

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“All’inizio l’autobus era pieno di gente, stipati come asparagi sott’olio o come sardine in scatoletta. Per fortuna d’inverno non si possono apprezzare le diverse tonalità del sudore ascellare: freschissimo, fresco, di qualche giorno, settimanale, oltre 15 giorni di coltura batterica.”

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“Con la stagione fredda i viaggi su mezzo pubblico sono un po’ meno impegnativi, certo ti capita a volte la nonnina che ha appena mangiato mortadella e aglio, ma con qualche accorgimento si riesce a sfuggire all’arma chimica che non ha nulla a che invidiare con la morte nera di Star Wars.”

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“Mi venne quasi da ridere al pensiero dell’accusa di corruzione della gioventù, mi immaginai condannato alla pena che toccò a Socrate per un reato identico: bere la cicuta. Non potevo immaginare che in alcuni giorni della mia lunga prigionia sarei giunto a disperarmi per il fatto di non avere il veleno a mia disposizione.”

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“Non c’è niente da fare, donne e uomini sono stronze e stronzi in modo diverso. Forse i ragazzi sono più idioti che stronzi. Non lo so ancora, rispetto ad un’ottica scientifica o anche solo pragmatica, mi mancano dati. Sono carente sulle statistiche (appuntarsi necessità di impostare indagine scientificamente predisposta).”

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“A volte col caldo preferisco farmi i chilometri a piedi piuttosto che salire su autobus semiscassati e talmente carichi di gente che sulla fiancata potrebbero metterci la pubblicità delle sardine in scatola. Sarebbe una grande trovata pubblicitaria: sardine di nome, stipate di fatto. Ma sto divagando.”

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“Equazioni, algoritmi, spazi e oggetti virtuali autoriproducentisi, conflitti algebrici, funzioni di geometrie e algebre assurde, statistiche su tutto ciò, geometrie frattali, spazi n-dimensionali, sistemi binari, esadecimali, ternari, decimali… …il tutto e l’oltre mescolati in un delirio-turbinio tanto chiaro e lucido quanto caotico e psicopatogeno. Ma ogni parola è inutile per descrivere l’indescrivibile.”

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“ha iniziato a vedere un’assurda telenovela anni Ottanta, con Veronica Castro, la danno solo su quel canale alle 23:17; ma, siccome non si prende, ha rubato una catena di quelle che hanno piazzato lungo i marciapiedi per la Bora, ha preso quel vecchio televisore arancione, l’ha acceso, ha attaccato con un fil di ferro l’antenna alla catena e poi ha calato fuori dalla finestra tre metri della stessa. Siccome poi il canale era ancora disturbato, ha iniziato a far oscillare la catena, facendola anche sbattere contro la grondaia. Il tutto urlando ai passanti “Xe più zorni che luganeghe” e poi ha iniziato a cantare “O ce biel ciscjel a Udin”. Per fortuna il canale si è sintonizzato e ha smesso, altrimenti avrebbero chiamato i vigili o la polizia.”