PITTORE. dei racconti – capitolo 8

Lupone annotava tutto su un quadernetto con le pagine a quadretti. Aveva deciso di andare a fondo nella faccenda, o meglio la faccenda aveva deciso che Lupone sarebbe stato uno dei fattori centrali coinvolti. Continuarono così a passare i giorni.

GIORNO 23 DALLA SCOPERTA

Ore 15:30:”Il rosa inizia a scurirsi nella parte alta, in basso le screziature lilla divengono sempre più chiare.”

Ore 15:56:”Il rosa è ormai viola. Le screziature sono bianco-arancione”.

Ore 16:27:”Faccio molta difficoltà a registrare e descrivere i cambiamenti che intercorrono ai vari ocra”.

Ore 16:43:”Mi fa impazzire il viso femminile stilizzato al centro del quadro, non cambia mai effettivamente il suo colore rosa-bianco, cambiano però le sfumature lungo i contorni, lungo la linea che definisce il profilo del viso.”

GIORNO 27 DALLA SCOPERTA

Ore 00:17:”Mi sono svegliato all’improvviso, come sempre. Da molto soffro di forti emicranie. L’occhio sinistro deve essere un po’ ammalato. Vedo tutto come se fosse annacquato. Forse è il liquido dentro la pupilla che è un po’ opaco. Non so. La cosa però non mi preoccupa. Devo essere guarito dalla mia ipocondria.”.

Ore 2:15:”Sto pensando ad una cosa folle…”.

Ore 3:18:”Sono dimagrito molto, ho finito la birra, riempio le lattine con acqua di rubinetto. Non sento la fame. Non so se la vita del quadro si stia ripetendo in un ciclo perfettamente identico a se stesso. Non c’è nulla che mi garantisca che il rosso che vedo oggi sia identico a quello di sette giorni addietro, o addirittura a quello di ieri.”.

Ore 5:56:”Andando a vedere da vicino il quadro sono passato nell’area illuminata dalle lampade alogene. Mi sono accorto che la mia mano sinistra sta cambiando colore, dalle radici dell’unghia è partito un reticolo verde smeraldo. Mi sono stropicciato gli occhi… …la mano è tornata normale.”.

Ore 8:15:”Non riesco più a riconoscere i rumori e i suoni che provengono dall’esterno. Non che me ne importi nulla. Il quadro è sempre vivo, sta bene, perfettamente in salute.”.

GIORNO 31 DALLA SCOPERTA

Ore 17:34:”È ricomparso il reticolo verde sulla mano sinistra. Questa volta non se ne vuole andare. Da alcuni giorni ho come l’impressione che il quadro si avvicini alla poltrona, impercettibilmente. Ieri, per avere qualche sicurezza, ho segnato sul pavimento il punto esatto su cui poggia il cavalletto. Oggi in effetti il quadro si trova, col cavalletto, un mezzo centimetro in più verso di me rispetto alla posizione originaria.”

Ore 19:25:”Si è spostato di tre centimetri. Il ciclo di scambio reciproco fra area chiara (il bene e la salvezza e la salute) e area scura (il male e la perdizione e la malattia) prosegue con le solite caratteristiche, sembra però un po’ più veloce. Il viso femminile al centro dell’intero sistema pulsa e l’amalgama del colore ad olio emana in quel punto del calore. Per il resto niente di cui preoccuparsi, il dipinto sta benissimo”.

Ore 22:18:”Sono stanco, esausto. Con l’occhio sinistro vedo continuamente strane luci, come dei flash sottilissimi, a forma di cristalli di neve al microscopio. Non mi interessa più chi sarà il vincitore, se la zona scura o quella chiara, se sono in lotta. Non mi interessa se alla fine ci sarà la salvezza o la perdizione, la vita o la morte. Basta che finisca il tutto, io voglio che finisca il tutto.”

GIORNO 33 DALLA PRIMA SCOPERTA, GIORNO 0 DALLA NUOVA SCOPERTA

Ore 12:12:”Mi stavo per addormentare. Ma, ad un tratto, ho avuto come la capacità di vedere con una visione microscopica. E nella chiazza blu cobalto in basso a sinistra -un viso da sfinge coperto da un telo- ho visto una grande pianura di sabbia blu popolata da strani esseri. Mi sono alzato dalla poltrona, sono andato di corsa verso di loro -verso il quadro- e ho saltato e dopo essere stato attraversato da uno strano brivido di freddo ho percepito come uno strappo di una membrana cartilaginea e mi sono trovato fra loro. Sono tantissimi, a perdita d’occhio. Ce n’è uno ogni cento metri. Non mi vedono e neanche mi sentono, o almeno sembra che sia così, insomma non mi badano. Sono tutti uguali. Li riconosco, li ho dipinti tante volte in altri quadri.

Ma cosa ci fanno qui? Innumerevoli pensatori aerofagi, maledetti e squallidi, con le loro pance rigonfie, il torace piccolo e rachitico e quelle braccia a stecco triarticolate, con due gomiti. Bastardi pensatori aerofagi. Vi avevo dipinti su altre tele, cosa ci fate qui?”.

Ore 13:13:”Devo essere svenuto, mi sono ritrovato seduto sulla poltrona. Il quadro è ben mezzo metro più vicino a me rispetto a prima. Ho i vestiti sporchi, tutti coperti da una polvere blu cobalto… …Maledizione, ora ricordo, la pianura blu e i pensatori aerofagi.

Non è possibile! No, certe cose succedono solo nei film di seconda categoria, vacca boia!

Devo verificare! Devo verificare! Dove sarà la lente, quella che mio padre usava per i francobolli?”.

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